Questo sito non è una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità definita.
Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001 (Legge Urbani).
Copyright © 2020 Fabbri Leo - Tutti i diritti riservati.
Cenni Storici

All'origine del toponimo Incisa sembrerebbe essere l'erosione del fiume Arno, avvenuta fin dalla preistoria (ad saxa incisa). Sorto su un antico insediamento romano e prima ancora etrusco, l'esistenza del castello di Incisa è documentata già nella prima metà del XII secolo. Ingrandito e fortificato dai Fiorentini nel 1224 in occasione di una rivolta del castello di Figline contro il capoluogo, ebbe modo di svilupparsi, così che ai piedi del castello venne a costituirsi nel corso del XIII secolo il borgo che nel 1337 risultava avere dei propri statuti. Molte sono le devastazioni subite da Incisa, tra le più memorabili quella operata da parte dei mercenari inglesi di John Hakwood (Giovanni Acuto) (1363) e quella delle truppe spagnole e lanzichenecche del Principe d'Orange dirette contro la Repubblica Fiorentina (1529). Oggi il nuovo agglomerato urbano si affaccia sull'Arno ed Incisa è una cittadina che offre tutti i più moderni servizi alla sua comunità ed è punto ideale per il turista, vista la vicinanza e gli ottimi collegamenti con i centri di maggiore attrazione turistica della Toscana.

Da Vedere

Il complesso conventuale dei SS. Cosma e Damiano al Vivaio (il convento non è visitabile), sorge nel luogo dove già esisteva un ospizio per viandanti gestito dai Francescani. La chiesa è del 1516 (ristrutturata XVII-XVIII sec.); all'interno bassorilievo donatelliano in terracotta dipinta e numerose tele seicentesche. Molto pittoreschi i giardini annessi al convento.

L'Oratorio del Crocifisso, risalente al 1300, rimaneggiato nel Seicento, restaurato nel 1969. Il Crocifisso miracoloso fu portato ad Incisa nel Trecento da una processione di penitenti che invocavano fratellanza e perdono quali rimedi contro le avversità. All'interno dell'Oratorio numerosi ex-voto.

Chiesa di S. Alessandro (1786, ma l'ex oratorio risale al 1591). All'interno conserva il trittico di San Michele di Andrea di Giusto (1450).

Pieve romanica di S. Vito a Loppiano (XIII secolo), tra gli edifici religiosi più antichi del Valdarno Superiore e della Diocesi di Fiesole. All'interno la cosiddetta Madonna della Cintola attribuita a Francesco d'Antonio pittore fiorentino operante tra la fine del Trecento e i primi decenni del Quattrocento; San Michele Arcangelo che pesa le anime attribuito a Orazio Fidani, pittore fiorentino del Seicento.

All'interno del Castello di Incisa rimangono, trasformati in civile abitazione, i resti dell'antica chiesa di San Biagio proprio sotto al particolare campanile a vela sorretto da una grossa parete trapezoidale, curiosa costruzione divenuta il simbolo della vecchia Ancisa.

PECULIARITA' TURISTICHE E AMBIENTALI

Molti i ristoranti, bar, alberghi ed attività ricettive di altro tipo (agriturismo, case ed appartamenti per vacanze) di ogni categoria presenti sul territorio di Incisa in Val d'Arno. Il territorio di Incisa è caratterizzato da colline coltivate, con olivi e viti, o boscate che terminano nel Chianti ed hanno di fronte il Pratomagno, la foresta di Vallombrosa e le balze del Valdarno.
Incisa in Valdarno
Cartina della zona di Incisa in Valdarno